È vero che il gatto si affeziona più alla casa che al padrone?

Gatto e padrone

Stando ai più diffusi luoghi comuni, il gatto tende a sviluppare affezione per il luogo in cui si trova, la casa o il giardino, e non per i suoi padroni. Questa credenza proviene soprattutto dai tempi in cui il gatto non era considerato un animale da compagnia, ma da lavoro, ideale per scacciare i topi dalle stalle o dalle abitazioni. All’epoca, il gatto non era considerato, come adesso, un animale con cui trascorrere del tempo, ma semplicemente uno strumento come tutti gli altri.
Con un rapporto così superficiale, è più che normale avere l’impressione che il gatto sia un animale solitario, schivo e che non si affeziona.

Quante volte abbiamo sentito dire che il gatto è un opportunista, stupido perché non obbedisce agli ordini e capace anche di portare sfortuna? I luoghi comuni che circondano la reputazione del gatto non hanno impedito agli italiani di circondarsi di circa 7 milioni di felini, che abitano le case di tutta la penisola e convivono, talvolta, con i loro compagni cani. Nonostante questi numeri siano davvero impressionanti, il gatto è e rimane una creatura poco conosciuta, e i miti che lo circondano sono più forti che mai.

Contrariamente a quanto si dice, il gatto è una creatura che si affeziona ai suoi padroni e, per sua natura, tende sempre a sceglierne uno in particolare.

Perché il gatto si affeziona a una sola persona?

Il micio è un animale che, come quasi tutti gli altri, riceve i primi insegnamenti nel periodo dell’infanzia. Nei suoi primi giorni di vita, la mamma gli insegna a relazionarsi con gli altri gatti, con gli esseri umani e con gli altri animali. Dopo i tre mesi minimi richiesti per lo svezzamento, il
gattino può essere allontanato dalla casa materna: in quel periodo, il cucciolo cercherà di sostituire la figura della mamma con quella del suo nuovo padrone.

Il padrone diviene così un punto di riferimento, un esempio da seguire e un modello da imitare e da proteggere. Solitamente, il gatto sceglie uno dei padroni in particolare e fa di lui il suo centro dell’universo. Questa scelta è dettata dal comportamento del padrone nei confronti del cucciolo.
Tra i fattori determinanti in questa decisione ci sono il cibo, il tempo trascorso insieme e le attenzioni. Insomma: trascorrere tanto tempo con il proprio gatto può farci salire nella sua graduatoria preferenziale. Tuttavia, esistono anche fattori indipendenti dalla nostra volontà che possono influenzare la preferenza di un gatto nei nostri confronti: il sesso e l’età fanno la differenza, e non bisogna dimenticare il carattere intrinseco dell’animale.

Come capire se il gatto “ha scelto noi”

Le dimostrazioni di affetto di un gatto sono palesi, soprattutto per i padroni che vivono con loro da tanto tempo. Dopo qualche anno, basterà uno sguardo per capire cosa passa per la testa del nostro cucciolo, ed è proprio questa la forza dell’amore che ci lega a loro! Un gatto affiatato ci seguirà ovunque, dormirà accanto a noi (o sopra di noi!), ci annuserà il volto o ci toccherà il viso con le zampine. Tra i comportamenti più diffusi ci sono anche quello di mostrare la pancia, grande segno di fiducia e, ovviamente, le fusa!

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