Perché i gatti “fanno la pasta”?

Gatto impasta

Si dice che i gatti fanno il pane, oppure i gatti fanno la pasta. Esistono molti modi colloquiali per definire uno dei comportamenti più iconici, e curiosi, del gatto. Quando il micio di casa muove le zampette anteriori su e giù, in alternanza, sembra quasi che richiami il movimento delle mani umane che impastano la farina: ecco perché si afferma che il gatto “fa il pane”.

Questo curioso gesto deriva da un’abitudine che assimilano quando sono cuccioli, e serve ai mici appena nati per stimolare la produzione del latte nelle ghiandole mammarie.
Solitamente accompagnato dalle fusa, questo comportamento precede un sonnellino.

Tutto, dunque, deriva dalle abitudini consolidate durante i primi giorni di vita del nostro gattino, ovvero le ore più importanti per il suo corretto imprinting sociale e comportamentale.

Altre teorie sui gatti che fanno “la pasta”

Da sempre, le abitudini del gatto hanno affascinato gli studiosi di animali e i veterinari di tutto il mondo. Studi recenti affermano che i mici potrebbero infatti impastare non solo come un comportamento condizionato dalla nascita, ma anche per preparare il loro giaciglio prima del riposo. Impastare, dunque, è un istinto ancestrale che è rimasto dai tempi dei loro antenati selvatici, e serve per approntare un rifugio comodo e confortevole dove accogliere i cuccioli o riposare.

Fare il pane, inoltre, significa marcare il territorio con la propria presenza, e creare un ambiente sicuro dove il gatto si autoproclama “padrone”. I cuscinetti dei gatti presentano infatti alcune ghiandole capaci di secernere il loro odore, e attraverso queste consacrano uno spazio al loro meritato riposo.

Al contrario di quanto si afferma spesso, il gesto dell’impastare non deriva da un trauma del gattino che è stato separato troppo presto dalla madre: in realtà, è tutto il contrario! Non si tratta di un distacco precoce del cucciolo (che avviene quando si separa il gatto prima dei tre mesi d’età), ma di un comportamento naturale del gatto sano.

Il micio che sia stato separato dalla mamma troppo precocemente, infatti, compenserebbe l’assenza della figura materna cercando altre mammelle, succhiando le coperte, i vestiti o addirittura i lobi delle orecchie.

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